Quando sentiamo la parola “confine” tendiamo subito a immaginare un muro, un limite o una separazione. Nello yoga, invece, il confine è un supremo atto di presenza e di rispetto verso la propria vita interiore.
È la capacità di restare in contatto con ciò che sentiamo e con ciò che è davvero sostenibile per noi, senza perderci nel mezzo delle richieste esterne.
In questo nuovo episodio di ThinkYoga, Lorenza Ferraguti ci aiuta a comprendere come costruire confini sani non sia una forma di egoismo o durezza, ma un’essenziale igiene dell’energia.
Questo capitolo completa meravigliosamente il percorso intrapreso sulla stanchezza emotiva e sulla gestione della stanchezza cronica.
Attraverso il Metodo Sagar Yoga®, scopriamo che la dispersione non deriva soltanto dal fare troppo, ma dall’essere tirati fuori dal proprio centro troppe volte al giorno. Imparare a fare una pausa prima di rispondere permette di trasformare il confine da una semplice reazione difensiva a una scelta consapevole.
In questo episodio scoprirai:
- La metafora della casa: abitare la propria vita interiore con porte e finestre anziché con muri di chiusura.
- I tre canali di dispersione: reattività continua ai messaggi, permabilità agli umori ambientali e ricerca di approvazione.
- La bussola del corpo: riconoscere la differenza tra il disagio che fa crescere e la forzatura che svuota.
- Tre confini pratici per la vita di tutti i giorni: gestire il tempo, proteggere l’attenzione e alleggerire la presenza emotiva.
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“I confini interiori non sono muri. Sono un modo di abitare la vita con rispetto. Quando impariamo a non disperderci, ciò che diamo agli altri diventa più pulito, vero e sostenibile.”
Lorenza Ferraguti.



















