Molto spesso ci capita di dormire a sufficienza, prendere delle pause eppure sentirci comunque svuotati, appesantiti e privi di entusiasmo. Questo accade perché la stanchezza emotiva non nasce dallo sforzo fisico, ma dal carico del sentire: è la fatica tipica delle persone sensibili, empatiche e presenti, che contengono continuamente emozioni proprie e altrui.
In questo nuovo episodio di ThinkYoga, Lorenza Ferraguti ci guida a comprendere come l’accumulo emotivo non elaborato consumi le nostre energie e come lo yoga possa aiutarci a ritrovare uno spazio di sollievo e verità.
Questo appuntamento approfondisce il tema esplorato la scorsa settimana sulla stanchezza cronica e si ricollega all’educazione del Prāṇa e della vitalità. Attraverso il Metodo Sagar Yoga®, impariamo che la cura della stanchezza emotiva non consiste nel diventare freddi, indifferenti o nel chiudersi in se stessi.
Si tratta, invece, di sviluppare un’autentica “igiene emotiva”: imparare a creare una pausa tra lo stimolo e la reazione, stabilire confini gentili e rientrare nel corpo quando il cuore è troppo carico.
In questo episodio scoprirai:
- Cinque passi pratici: dare un nome a ciò che si sente, creare pause di decompressione e applicare il “confine gentile”.
- Il carico del sentire: comprendere perché trattenere le emozioni consuma più energia del sentirle fino in fondo.
- Sentire vs Essere travolti: come staccarsi dall’identificazione totale con le proprie emozioni senza perdere il centro.
- I tre fattori di drenaggio: sovra-esposizione emotiva, iper-responsabilità e assenza di confini interni.
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“La stanchezza emotiva non è fragilità. È spesso il segno di una grande capacità di sentire e quando impariamo a prenderci cura del nostro mondo emotivo, l’energia torna a fluire più morbida e vera.”
Lorenza Ferraguti.



















