Iniziamo oggi un nuovo capitolo di ThinkYoga con la seconda stagione interamente dedicata ai Percorsi di meditazione guidata.
Prima ancora di cercare il silenzio o tecniche complesse, la meditazione ci chiede di imparare a stare: stare senza dover fare subito qualcosa, senza riempire ogni momento libero e rimanendo fermi abbastanza a lungo da accorgerci di ciò che accade dentro di noi.
In questo primo episodio, Lorenza ci guida alla scoperta del primo vero pilastro della pratica meditativa.
Attraverso gli insegnamenti classici degli Yoga Sūtra di Patañjali e il Metodo Sagar Yoga®, scopriamo che la meditazione non consiste nel “non pensare” o nel dichiarare guerra alla mente, ma nello sviluppare la capacità di non farsi trascinare dai pensieri.
Esattamente come un bicchiere d’acqua torbida che diventa limpido solo quando smettiamo di agitarlo, fermarsi permette a ciò che è agitato in noi di depositarsi.
In questo episodio scoprirai:
- La trappola del riempimento: perché quando ci fermiamo sentiamo irrequietezza e come interpretare questo rumore interiore.
- Il mito del “vuoto mentale”: comprendere che ogni distrazione vista e superata è già la pratica stessa.
- Istruzioni di raccoglimento: l’uso di Jñāna Mudrā (pollice e indice uniti) per accompagnare il rallentamento di respiro e mente.
- La Pausa Vuota: un piccolo esercizio quotidiano di un minuto per ritrovare familiarità con il vuoto e con il presente.
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“Non dobbiamo sempre andare da qualche parte o riempire ciò che è vuoto. A volte abbiamo semplicemente bisogno di fermarci abbastanza a lungo da accorgerci che siamo già qui.”
Lorenza Ferraguti



















